Tag: lupoguido

Le stravaganze bellissime nei giochi dei bambini

I bambini hanno una fervida fantasia, una modalità di gioco strana e affascinante, si entusiasmano per cose che mai avremmo immaginato e si fissano con delle ritualità tutte loro che farebbero ridere anche i muri.

I bambini sono meravigliosi, hanno una capacità di adattamento senza eguali, sanno inventare, creare, fantasticare su dei giochi che spesso è difficile anche solo immaginare come alcune cose gli siano balenate in mente.

Tutto parte dal disordine

Quando un bambino è in piena fase creativa deve per forza di cose, fare disordine perché il primo vero disordine (non è quello che noi mamme vediamo per la stanza) è nella sua testa: sta ideando, progettando, costruendo, è come se fosse uno scienziato pazzo a lavoro sull’idea del secolo. Dunque lasciamo esplodere questo disordine. 
C’è tutto il tempo per mettere in ordine.

Dal caos, si sa, nasce la vita.

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi

Friedrich Nietzsche

 

Il gioco, la fantasia, l’ingegno

Amo osservare i bambini mentre giocano in piena autonomia e provare ad ipotizzare l’azione che ne consegue da quello che hanno appena detto/fatto e ogni volta riescono a stupirmi optando per scelte diametralmente opposte a quelle che avrei fatto io.

E’ proprio vero che crescendo ci perdiamo un pò, siamo più concettuali, più artificiosi, poco colorati e briosi, quante cose abbiamo da imparare dalle stravaganze dei bambini.

Telefonate immaginarie con Hang Loose

Credo serva un pizzico di innocenza, una spolverata di semplicità, un bicchiere di purezza e il gioco è fatto, potrebbero intrattenere una conversazione immaginaria con il solo telefono delle loro dita, pugno chiuso, pollice portato all’orecchio e mignolo alla bocca, entrambi distesi.


Ancora sono ben distanti da associare questo gesto al saluto dei surfisti (Hang Loose) in cui si esprime uno stato d’animo di serenità e pace nel mondo del surf, eppure proprio di benessere e unità tra bimbi stiamo parlando; perché tutti, davvero tutti i bambini, rappresentano lo stare al telefono in questo modo.

Nascondino coprendosi gli occhi

Il nascondino è un gioco eterno e popolare, ci giocavano i nostri nonni e ci giocheranno i nostri nipotini.
Credo non esista gioco più divertente a livello ludico

  • cercare un riparo valido,
  • aspettare di essere trovati,
  • restare fermi a sbirciare,
  • sogghignare perché non si è stati scorti

e formativo a livello educativo

  • si impara sin da piccoli a vedere le cose da un’altra prospettiva,
  • restare soli per qualche istante senza aver paura,
  • ambire a ricoprire il ruolo dell’eroe che libera tutti,
  • andare in avanscoperta verso territori inesplorati

Si inizia da un semplice bubù settete e piano piano si fa sempre più complesso, si passa attraverso i libri che nascondono qualcosa che bisogna trovare tra le pagine

Nascondino
 di Silvia Borando
Ed. Minibombo

nascondino

Questo libro non posso evitare di citarlo perché ha intrattenuto Flavio da piccolissimo in differenti occasioni, tant’è che lo usavo molto con miei parenti o amici adulti per sfidarli e ogni volta noi “grandi” a cercare l’oggetto/animale nascosto senza trovarlo e lui lo identificava sempre prima di noi.

Come tutto il repertorio della Minibombo potete trovare spunti e modi di intrattenere i vostri piccoli nel mini sito dedicato.

Gli step successivi del nascondino passano per il nascondersi davanti ai nostri occhi ma coprendosi il volto.

nascondino

I bambini, in questo ultimo caso, sono perfettamente convinti di aver trovato il riparo perfetto.
Noi, dobbiamo essere bravi a non esplodere in una risata e assecondare il loro gioco, ipotizzando di carcarli…

Dove sei?
Ma proprio non ti vedo?
Possibile che ti sei nascosto così bene?

La prima volta ero rammaricata di non avergli fatto una foto, ma fortunatamente mi ha regalato un milione di altre volte, alcune delle quali mi sbeffeggiava anche con la parole “tanto non mi trovi”.

Poi ha iniziato a nascondersi dietro le tende, lasciando il culetto di fuori o i piedi ben in vista, dentro le scatole che restavano evidentemente aperte, dietro le porte di vetro trasparenti. Mi ha regalato perle indimenticabili che raramente scorderò.

La creazione di piatti culinari improbabili

Ai bambini piace imitare, emulare gli adulti.
Il gioco simbolico del cuoco Flavio lo ama particolarmente, credo che molto conti il fatto che vuole fare finta di essere suo papà (chef per professione) ma trovo che l’atto di cucinare è così insito e quotidiano in ogni casa che immagino non esistano bambini che almeno una volta abbiano provato a cimentarsi nella realizzazione della loro pietanza squisiliziosa.
(il linguaggio di Bing ormai è entrato nel nostro uso quotidiano)

Anche in questo caso, il gioco è graduale, prima iniziano con il volerci appioppare la loro pappetta sputacchiata che mangiano verosimilmente fino a farne avanzare un po affinché tu possa iniziare tutta quella pratica di convincimento sul cucchiaino a te e uno a me.
E ti mangi una serie di omogenizzati che il Viakal sarebbe più appetitoso.

Poi c’è la fase schifezze/porcherie, un pò di travasi di acqua, carta, ciccia tutti inzuppati nella minestra tanto per donarti una serie di conati ad intermittenza per aggiungere quel pizzico di disgusto in più.

Finalmente l’immaginario libero, in cui una penna per scrivere può essere un fagiolino “dai mamma mangia”, o un telecomando una fettina panata e tu li a fare versi e finti morsi “mmm appetitoso”.

Finché non gli compri la benedetta cucina, con annessi, piatti, pentoline, scodelle, ingredienti, mestoli, cappello, presine, grembiule e passano pomeriggi infiniti in cui per qualche minuto scordi pure di avere un figlio.

Flavio ha allestito banchetti, ha intrattenuto ospiti, ha apparecchiato per tutti i suoi pupazzi, servendo piatti dedicati e personalizzati con dettagli innovativi che Cracco levate proprio.

piatti improbabili

 

Invenzione di animali-mostri fantastici

Non scordiamoci tra i giochi stravaganti dei bambini la fervida fantasia che hanno nel trovare l’amico immaginario, il compagno invisibile, il mostro da cacciare.
Spesso queste strane presenze inquietano noi genitori, a me almeno hanno inquietato, tanto da chiedere consiglio alle maestre prima e ad un’amica psicologa poi. Flavio vedeva un signore, un signore cattivo che gli faceva paura.

mostri
Quante domande mi sono fatta, ovviamente leggere tutto Stephen King nella vita non mi ha aiutato, anzi ha alimentato la percezione di strane presenze anche in me. Poi il signore è scomparso e i mostri erano belli, erano amici e avevano un nome: Sullivan e Mike e qui devo ringraziare con un inchino triplo la Pixar per aver messo in piedi un capolavoro di film di animazione. 

Ad esorcizzare la paura dei mostri mi sono lasciata aiutare dall’artigianato di Roberta Cibeu la mostricciattolaia con i suoi mostri mangia paure, di cui vi ho già parlato.

E in ultimo ma non per ordine di importanza mi faccio sempre aiutare molto dai libri che a mio avviso sono preziosissimi.

Impensabile non citare “I colori delle emozioni” con il suo mostro pieno di emozioni difficili e importanti allo stesso tempo che spero tutti conosciate (se vi manca è arrivato il momento di metterlo tra gli acquisti per la vostra personalissima libreria).

Flavio aveva iniziato a storpiare i nomi e a fare strani accoppiamenti di specie: il gattofalco, il lupobiscia e la scimmiaoca così gli ho acquistato

C’è un rinofante sul tetto!
di Marita Van Der Vyver
Illustrazioni di Dale Blankernaar
Ed. Lupoguido

 

c'è un rinofante sul tetto!

Daniel è un bambino che per la prima volta resta a dormire dai nonni e dopo le storie della buonanotte deve spegnere la luce e andare a dormire ma prima un Rinofante sul tetto prova a distoglierlo dal sonno, poi un Coccopotamo nella vasca, anche una Dragoraffa blu nell’armadio prova ad inquietarlo, il Cervorilla sotto al letto poi lo destabilizza proprio ed infine un Leone vero sul letto lo portano a far intervenire i nonni che con calma e serenità lo accompagnano in ogni sua paura e visione per arrivare finalmente a dormire. 


Perché come si fa ad avere
paura di un rinofante?

O di un coccopotamo
o di una dragoraffa blu?

In fondo aveva un cervorilla
che lo proteggeva.

E un gatto vero
a scaldargli le gambe.

rinofante

I bambini hanno la specialità di essere semplici, di emozionarsi con poco e di offendersi per niente, sanno ridere di gusto per delle semplici smorfie e piangere da sentirsi male per un NO un pò più perentorio del solito.

Alcune volte le loro stravaganze possono insegnarci molto: a prendere tutto meno sul serio, a liberarci da schemi e strutture, a giocare senza oggetti, ad inventare storie senza libri, a nasconderci restando perfettamente dove siamo.

Che darei per essere ancora così stravagante!

Libri per la festa della Mamma… dillo con un libro

Il 10 Maggio sarà la Festa della Mamma e in questo 2020 le mamme sono state messe a dura prova con i figli. Meritano un riconoscimento, meritano una festa, una giornata tutta per loro, meritano un regalo e sentirsi dire quanto siano importanti per noi. E allora Roma03 lancia… #dilloconunlibro

Mamme che lavorano tantissimo, mamme che il lavoro lo hanno perso, mamme in cassa integrazione, mamme in smart working, mamme disoccupate, mamme casalinghe tutte impegnate con i propri figli da gestire h24, solo ed esclusivamente in casa.

Spesso non sappiamo farlo a parole, alcune  volte esternare un’emozione ci resta difficile per questo motivo sono diventata una grande sostenitrice del: #dilloconunlibro

Ho insegnato a mio figlio a fare lo stesso e adesso mi dice quanto si sente eroe come il serpente (Ed. Lupoguido- Crictor il serpente buono) o quando si sente triste come i pesci  (Ed. Minibombo-Un mare di tristezza), quando vorrebbe stare con gli amici (Ed. La Margherita-Vuoi essere mio amico?) e potrei continuare all’infinito.

Un libro lo tieni in mano, lo sfogli, lo guardi, la sua storia può renderti protagonista e spettatore insieme rendendoti un lettore attivo, che tutto sa (onnisciente per intenderci).

Oggi mi trovo in un doppio bellissimo ruolo, sono figlia e da tre anni a questa parte ho la fortuna di poter anche io festeggiare la festa della mamma e mentre una volta mi limitavo a segnalare bei libri alla mamme dei bimbi dei miei corsi, oggi anche io posso ricevere un libro che parli di noi, del nostro rapporto, del nostro amore, dei nostri giochi, delle nostre avventure.

libro mamma

Un libro che racconti di me e del mio bambino facendomi sentire protagonista

Chi meglio di un bambino è in grado di descrivere una mamma: la più bella, la migliore, la più brava, la mamma così presente, attenta, innamorata…

O come dice mio figlio “amorosa mia”.

La mamma è coccola rotonda, è abbraccio stretto stretto, è la maga delle sparisci bue, la mamma è la mamma.

Ho pensato così di raccogliere qualche consiglio di lettura, libri da regalare a una mamma o da farvi regalare, che a mio avviso meritano di essere presenti nella libreria personale.

Libri per la festa della mamma: Mamma, di Terre di Mezzo

Un viaggio per immagini bellissimo e commovente, tra culture ed epoche differenti, unico comune denominatore: la mamma con il suo bambino.

Sarà difficile sfogliarlo e ogni volta non pensare che quell’immagine è la più bella, poi girate pagina e nuovamente un’illustrazione ancor più coinvolgente e un’altra ancora più emozionante.

Mamma_Terredimezzo

Questo albo ha la capacità di farti rispecchiare in ogni immagine entrandoti profondamente nel cuore.

Libri per la festa della mamma: Ti amo di più, di Valentina Edizioni

Un gioco di paragoni in cui mamma e figlio mettono a confronto il bene che uno prova per l’altra, il paradosso di sapersi amare comunque di più, più di tutto.

Addirittura più di una lecca lecca o di una bolla di sapone, più di un altissimo albero, più della grandissima Luna.

Ti amo di più

Ma è davvero possibile misurare quanto amore si prova?
No, perché io ti amo di più.

Libri per la festa della mamma: Voglio un’altra mamma!, di Lupoguido

I conflitti tra genitore e figlio non avvengono solo in adolescenza ma fin da quando i nostri bambini sono piccolissimi possono esserci momenti in cui noi mamme non capiamo e i nostri bimbi non si sentono capiti, tanto da desiderare un’altra mamma e se tale affermazione d’impatto ci spacca il cuore, nel tempo porta a far ragionare anche noi adulti su quanto spesso limitiamo i nostri bimbi nella loro autonomia, nella loro curiosità, nel loro bisogno utile e necessario di sbagliare.

voglio un'altra mamma

Spesso ci fanno arrabbiare ma non vorremmo mai un altro bambino a sostituire il nostro, il protagonista prova a passare una giornata con un’altra mamma e seppur si diverta molto, al tramonto sente la nostalgia della sua mamma perché no, non vorrebbe affatto un’altra mamma.

Libri per la festa della mamma: Per te vorrei…, di Nord-Sud Edizioni

Un libro che non si può leggere se non siete disposti a piangere un pochino attraverso le speranze, i sogni, i progetti.

Il desiderio di veder raggiungere tutti gli obiettivi di un figlio, di saperlo sereno, di vederlo felice.

per te vorrei...

Per te vorrei cieli sereni e spensieratezza, sorrisi in amicizia e tenerezza.  Vorrei acque sempre trasparenti e ovunque compagnie divertenti.

Libri per la festa della mamma: La prima volta che sono nata, Sinnos Edizioni

Di questo libro non posso non parlare (se ci seguite sapete che lo amiamo particolarmente). 
Un insieme di ricordi di tutte le importantissime prime volte di questa bimba, poi donna e infine mamma che scopre di nascere una seconda volta quando terrà per la prima volta la sua bambina tra le braccia.

In questo video potrete ascoltarlo letto da Martina in una delle dirette Facebook delle nostre Favole della Buonanotte del giovedì sera alle 21.

https://www.facebook.com/280939825745420/videos/696551727772215/

Un libro passionale e coinvolgente  che sa raccontare una storia qualunque e renderla speciale, che vi lascia immedesimare nel racconto e immaginare voi cosa avreste detto o fatto.

la prima volta che sono nata

Una lettura che fa piangere e di cui non potrete fare a meno.

I libri dedicati alle mamme

I libri dedicati alle mamme o che parlano del magico rapporto con esse sono tantissimi e ce ne sono davvero diversi molto belli, sceglierne alcuni è stato difficile perché ne ho dovuti per forza di cose escludere altri.
Ma sono certa che anche voi avete dei consigli su libri molto interessanti da condividere con noi.
Se avete piacere il giorno della Festa della Mamma (10 maggio 2020) pubblicate una foto di un libro sul tema con hashtag #dilloconunlibro e taggate Roma 03

libri bambini

Ma come si legge a un bambino? Cosa si legge a un bambino? Devo fare le voci?

Ammettetelo, spesso con un libro in mano non sappiamo cosa farci esattamente quando il nostro interlocutore è un bambino, niente paura: vi aiutiamo noi! Cliccate qui e scoprirete che è molto più facile di quanto non sembri.

Voglio acquistare un libro on line

Visto il periodo e la difficoltà di uscire per cose non strettamente necessarie, qui potrete trovare le librerie che prendono ordinazioni online o che fanno consegne a domicilio.

Buona Festa della Mamma, mamme!