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Bolle di sapone simbolo di libertà

 Festeggiamo la libertà con le Bolle di Sapone che rappresentano uno dei divertimenti più amati dai bambini: che siano piccole, grandi, trasparenti, per loro sono fatte di magia!

Simbolo di libertà, una libertà pulita e giusta come il sapone che le caratterizza.
Una libertà aspettata, desiderata e fortemente cercata in questi mesi di lockdown.
Non a caso le bolle di sapone sono uno dei passatempi preferiti dai bambini perché sono quanto di più vicino alla magia esista al mondo: hanno i colori dell’arcobaleno pur essendo trasparenti; possono volare in alto nel cielo pur essendo molto piccole; possono unirsi e formare delle figure anche molto grandi pur essendo così fragili. 
Ma voi lo sapere che esistono infiniti modi di giocare con le bolle di sapone? 
No????? Niente paura: ve li raccontiamo noi!

flash mob bolle di sapone

Bolle di sapone solo da rincorrere e scoppiare?

La commercializzazione delle Bolle di Sapone in barattolini appositi ha, in qualche modo, ucciso in grandissima parte una serie di attività divertenti casalinghe da fare con le bolle.
Oggi molti bambini neppure conoscono i differenti modi – semplici e spartani – per giocarci, al di là dell’attività più in voga.

Soffiare un certo numero di bolle e guardarle viaggiare nell’aria

Mio figlio spenderebbe ora a correre come un pazzo nel cercare di prendere le bolle di sapone che io devo rigorosamente soffiare e lui deve far scoppiare con tecniche di cattura che ha limato nel tempo.

flash mob bolle di sapone

Vorrei, oggi, affrontare con voi, il gioco delle Bolle di Sapone sotto altri punti di vista per scoprire insieme come coinvolgere i nostri bimbi per diverse ore.

Cosa potrebbe servirci:

Un tavolo (di plastica, di vetro, di marmo, è uguale; se avete un tavolo di legno meglio foderarlo con una tovaglia plastificata)
– Preparato fatto in casa per bolle di sapone

Una ricetta casalinga che vi consiglio:
1 bicchiere di sapone liquido per i piatti concentrato
1/2 bicchiere di acqua
2 cucchiaini di zucchero a velo (Se non hai lo zucchero a velo scalda lo zucchero normale in un pentolino con l’acqua).
In un contenitore (meglio se di plastica) mescola tutti gli ingredienti senza agitare troppo il composto.
Dopo versa tutto in un contenitore che puoi chiudere ermeticamente.
Lascia riposare un paio di giorni in un ambiente non troppo umido

flash mob bolle di sapone

Strumenti da bolle

La grandezza delle bolle è relativa e dipende solamente dal supporto usato per “soffiarle”, quindi se utilizzeremo accessori diversi, sarà più divertente.

  • cannucce per bibite (meglio se da cocktail perché sono più larghe)
  • rotolo di cartone da carta igienica o Scottex
  • un imbuto
  • una pipetta
  • una trombetta
  • anelli di fil di ferro o di plastica di diametro differente

Oppure divertitevi a creare coni di cartoncino di diametri differenti.

Anche la caccia al tesoro degli strumenti è parte integrante del gioco, fate le prove con i vostri bambini, l’importante è sperimentare e improvvisare.

flash mob bolle di sapone

Scelti gli strumenti di gioco, bagnate il tavolo con il liquido saponato affinché la bolla a contatto con la superficie non si rompa immediatamente e vi permetta di creare “una superficie di bolle”.

Per iniziare versate il vostro liquido in una bacinella, abbastanza larga e profonda, di modo che possiate immergervi il vostro strumento a piacimento, senza costrizioni.
E adesso soffiate.

flash mob bolle di sapone

Il paradosso di spiegare l’inquinamento sfruttando un gioco da fare con il sapone

flash mob bolle di sapone

Schiuma lenta e leggerissima

Vi è mai capitato di osservare le acque inquinate dei fiumi o dei mari e di notare come quella sporcizia resti coesa in un ammasso compatto e unito?

La grande compattezza di questa massa ci dimostra quanto sia difficile disperdere l’inquinamento nel tempo se non con interventi effettivi di pulizia.
Spieghiamo ai nostri bambini con un gioco pulito come le “Bolle di Sapone” di che cosa stiamo parlando e osserviamo insieme con loro il passaggio lento di un composto.

La schiuma si crea solitamente se c’è troppo sapone, ma senza sprecarlo, possiamo crearla noi divertendoci con i bambini. Versiamo nella bacinella il composto e soffiamo forte all’interno: si formerà una massa di bollicine ben compatta, la schiuma, appunto.

Ovviamente la schiuma è molto affascinante per i bambini, sia per la sua evanescenza che per la sua consistenza: divertente sarà osservarli mentre cercano di “acciuffarla”.

Se non siete genitori che hanno bisogno di tener sotto controllo l’ordine e la pulizia e oggi vi va di giocare un po’, allora questa attività fa per voi: la schiuma creata facciamola viaggiare insieme su una superficie che inclineremo da una parte, tutto il composto si muoverà insieme, lento come una lumaca, osservate poi le evoluzioni possibili, facendola passare da una superficie inclinata a un’altra, proprio come accade con l’inquinamento delle acque.

Le bolle “salterine”

Un gioco semplice e divertente può essere dare alle bolle uno scopo diverso dal solito: siamo abituati a vederle volteggiare nell’aria, governate dal vento, e se provassimo a controllarle? Se volessimo decidere noi cosa far fare alle nostre bolle?

flash mob bolle di sapone

Io oggi vorrei vederle saltare.
Impossibile dite? Nooo nulla è impossibile!

Procuratevi un paio di guanti, un golf, una coperta, se possedete una racchetta meglio ancora ma va benissimo un libro rivestito con un tessuto peloso.

Tenete tirata la coperta dai quattro bordi (sfruttate chiunque ci sia in casa, amici, vicini, nonna o chiunque si voglia prestare al salto delle bolle) adesso soffiate un considerevole quantitativo di bolle e muovete il telo: le bolle, raggiunta la superficie, invece di scoppiare salteranno.
Stessa cosa potreste fare con una racchetta ricoperta da un golf e palleggiare con le bolle, o ancora con un guanto per dare movimento a tante bolle salterine.

Effetti speciali solo al cinema?

Gli effetti speciali non si fanno solo al cinema ma anche nel gioco delle bolle di sapone, lo sapevate?

Bolle luminose

flash mob bolle di sapone

Procuratevi una torcia di quelle con una base abbastanza grande da poterla lasciare in piedi, oppure tenetela in mano ma in modo verticale ponendo la luce verso l’alto. Bagnate la superficie del vetrino da cui fuoriesce la luce con il vostro composto e poggiate piano piano una bolla su quella superficie, spegnete le luci e accendete la torcia… sarà romantico, magico e quasi commovente.

Giochi geometrici con le bolle

La matematica non è un’opinione e può risultare perfettamente geometrica quanto meravigliosamente artistica.

La meraviglia della perfezione

flash mob bolle di sapone

Tornate sul vostro tavolo saponato e soffiate tante bolle finché tutto il perimetro non ne sarà cosparso: man mano che si avvicinano le vedrete creare delle sovrapposizioni e formare delle figure geometriche anche molto complicate.

Tre bolle unite insieme danno vita a un triangolo equilatero, quattro bolle fanno nascere un quadrato, cinque bolle liberano un pentagono, poi un esagono e così via.

I matematici non hanno inventato la perfezione geometrica per mero narcisismo della loro materia: tale perfezione, infatti, è un fenomeno naturale di aggregazione della materia.

Così come la meraviglia di un fiocco di neve, le stalattiti o le stalagmiti, la cristallizzazione dei sali e tutto quel che di incantevole la natura può creare con l’assetto delle molecole che non si presentano con forme disordinate ma perfettamente geometriche.

Cosa ho imparato dal Coronavirus

La clausura forzata ci ha privato di molte cose, ma ci sta anche rendendo più consapevoli della fortuna che abbiamo avuto fino a questo momento: abbiamo dato per scontate tante cose, dal lievito di birra alla libertà.

Oggi scorrendo per la centoventesima volta la bacheca di Facebook sono incappata nel post della mia amica Katia che analizzava, in poche accuratissime parole, quanto questa situazione che stiamo vivendo l’avesse trasportata in una realtà atemporale dove un mese sembra un anno, ma anche un giorno.

Non potendo che darle ragione, mi sono soffermata a pensare quanto in generale sia cambiata la nostra vita in poco più di 30 giorni. E proprio come ha detto Katia, faccio fatica a ricordare quando mi alzavo, accompagnavo i bambini a scuola, andavo in giro per lavoro, li portavo a fare sport, o andavo al parco, a cena fuori o al cinema nell’unica serata libera di mio marito. Quanto mi manca il cinema… E pensare che non siamo mai stati neanche degli assidui frequentatori.

Anche le cose “normali”, ai tempi del Coronavirus non ci appaiono più tanto ovvie

Mi manca un po’ tutto, a dir la verità. Adesso ho quasi paura di uscire, come se la mia coscienza si fosse “sistemata” in casa e desse per scontato che questo è il mio posto. E pensare che, fra milioni di lavoratori, io ero una delle poche persone che lavorava in casa anche prima del Coronavirus e usciva solo per quegli articoli che necessitavano della sua presenza fisica in un luogo specifico. Dovrei essere abituata. E invece no.

Così mi sono fermata a ragionare sul fatto che questa quarantena forzata mi ha portato via molto, ma anche insegnato altrettanto… o forse anche di più. 

Coronavirus cosa ci ha insegnato

Mi ha insegnato la condivisione. Degli spazi e delle necessità. La condivisione della colazione e dell’attenzione. La condivisione della felicità, ma anche della paura.

Mi ha insegnato a guardare nuovamente i miei figli mentre dormono, indugiando sulle loro guance rotonde, sulle loro meravigliose labbra e su quegli occhioni socchiusi che ancora non hanno visto niente del mondo, eppure mostrano tutta la maturità della loro purezza. Quegli occhi che parlano di cose semplici, ma estremamente potenti come l’amore e la dedizione.

Mi ha insegnato a non dare nulla per scontato. Il lievito di birra e la passeggiata in centro, certo, ma soprattuto gli affetti. Gli amici e il suono delle risate, i parenti e gli abbracci che risanano gli strappi, mia madre e quell’odore di mamma che ha solo lei.

Cosa ci ha insegnato il Coronavirus

Mi ha insegnato a cucinare, a stendere la pasta della pizza e che le gocce di cioccolato dentro al ciambellone non affondano se le passi prima dentro la farina.

Mi ha insegnato a fare la pasta di sale. A metterla in forno e a dipingerla.

Mi ha insegnato di nuovo ad amare il balcone, da anni quasi del tutto inutilizzato. Mi sono tornati alla mente i pomeriggi d’estate con i miei genitori, a bere Coca Cola ghiacciata seduti sulle sedie di bambù in terrazzo, aspettando che iniziasse “Giochi senza frontiere”.

Mi ha insegnato a dire quello che penso, cosa che mi ha sempre contraddistinto, ma che non facevo da un po’ . Mi ha insegnato ad avere di nuovo fiducia in me stessa. A non piacere a tutti e a fregarmene.

Mi ha insegnato a mettermi nei panni degli altri: in quelli della nonna, del papà (anche se ha insegnato più ai papà a mettersi in quelli delle mamme, ma non glielo diciamo), delle maestre, delle casalinghe, dei cassieri del supermercato, del titolare del piccolo alimentari…

Mi ha insegnato ad avere cura delle persone a cui voglio bene. A non procrastinare un pensiero o un saluto.

Mi ha insegnato a colorare con i bottoni e a fare yoga.

Coronavirus cosa ci ha insegnatoIn tanti dicono che quando tutto questo sarà finito, torneremo a essere esattamente come prima: talmente incasinati da dimenticare tutto in meno di un’ora.

Non ne sono sicura.

Questa quarantena mi ha insegnato (e sono sicura non solo a me) che la libertà mi serve: mi serve per amare, respirare, sognare, vivere…

E anche quando non avrò più motivo di scrivere #IORESTOACASA, questo non lo dimenticherò.