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“Guarda fuori”… un libro? Un consiglio? Un’opportunità!

Proprio fuori dalla finestra una serie di minacce aleggiano tra la neve e sotto la neve e dentro la neve. Cosa possono fare i nostri protagonisti? Restare a guardare? Intervenire? Fare finta di niente? E Voi che fareste dalla vostra finestra?

Guarda fuori
di Silvia Bonardo
Edizioni Minibombo

I silent book, lo sappiamo, permettono una libertà maggiore nel racconto, nella lettura e nell’interpretazione della vicenda.

I protagonisti di questo libro sono due bambini probabilmente, a me e mio figlio piace credere che siamo io e lui: Martina e Flavio, affacciati alla finestra su uno scenario invernale a notare una serie di imprevedibili vicende pericolose in cui è necessario intervenire. O forse no.

Io sono un’amante di Hitchcock (forse perché ho studiato Cinema?) e questo libro riporta, in forma pedagogica, un po’ il gioco de La finestra sul cortile.

Un gioco vouyeristico che potrebbe ritorcesi contro ai nostri protagonisti, i quali dapprima sembrano semplicemente notare da lontano delle possibili difficoltà e poi decidono di affrontarle per salvare il possibile, quasi uno scambio di inquadrature cinematografiche a stacco tra quel che accade fuori e qual che avviene dentro e ritrovarsi infine ingannati, spodestati dalla loro casa, abbandonati là fuori ma in un libro senza testo che si rispetti tutto è possibile, trasformabile e riscrivibile.

guarda fuori

Possono essere i vostri bambini a dare un carattere, un ruolo e -perché no?- anche parole ai protagonisti di Guarda fuori

Ora che siamo costretti a casa per via del Corona Virus e la possibilità di guardare il mondo ci è permessa solo dalla nostra finestra: Cosa vediamo? Cosa notano i nostri bambini?

Il gioco del “Io vedo”

Avete mai giocato con loro al gioco del “Io vedo…”? Noi lo abbiamo fatto spessissimo in macchina, quando volevo intrattenerlo nel tragitto da un posto ad un altro.

“Io vedo un albero di arance”
“Io vedo un bambino con la sua mamma”
“Io vedo le stelle nel cielo”

E potremmo continuare all’infinito.

Provateci ora, da casa, a fare questo gioco, un po’ come passatempo, un po per capire il loro stato d’animo, un po per gestire la loro malinconia che comincia a rivelarsi.

Giocate ad osservare, a capire e comprendere cosa sentono i vostri bambini o come vedono quel che accade fuori

guarda fuori

Un gioco di osservazione libera perché qualcuno di noi si affaccia in piena città tra macchine e persone (spero che in questo periodo non vedete traffico di veicoli e soprattutto assembramento di persone), qualcun altro ha la vista in piena campagna e può ammirare le colline e i panorami, qualcun altro ancora vede il palazzo di fronte e si intrattiene in una chiacchierata a distanza con il vicino.

Potreste rendere il gioco più divertente non annunciando solo quello che vedete ma anche facendo una previsione possibile o di fantasia di quello che potreste vedere a breve.

“Io vedo un coccodrillo sulle strisce pedonali”
“Io vedo una navicella spaziale sulla terrazza del palazzo di fronte”
“Io vedo un bambino che gioca a palla con il suo papà”

Nel periodo di natale, ad esempio, con Flavio ci divertivamo a contare tutti i Babbi Natale appesi nei terrazzi limitrofi, adesso potremmo sfruttare le bandiere di Italia stese fuori dai balconi come segno di riconoscimento nazionale o gli arcobaleni disegnati alle finestre come simbolo di positività verso una conclusione che auspica uno speranzoso “Andrà tutto bene”.

E se dalla finestra non vedessimo quello che vorremmo ammirare?

Allora giochiamo, fantastichiamo ed evadiamo un po, costruendo la nostra finestra ideale e disegnando il panorama che vorremmo si palesi ai nostri occhi.

Vi ho già raccontato in altre occasioni che la casa editrice Minibombo non faccia solo libri ma anche App interattive per bambini e crei mini siti (Guarda fuori) dedicati ad ogni loro libro, in modo che i bambini non si limitino solo a leggere e sfogliare le pagine, ma possano vivere la loro storia preferita in un milione di altri modi possibili.

Leggere libri e raccontare storie ai bambini

Le fiabe cominciavano con “C’era una volta in un tempo lontano…” perché si voleva distanziare i bambini da quella realtà, portandoli su un piano parallelo; oggi le storie sono di stampo più quotidiano e si ha meno paura di far confrontare il bambino con il racconto. La storia non si censura ma da essa si impara.

Nella mia esperienza di lavoro con i bambini ho letto moltissimi libri, ho raccontato tantissime fiabe e ne ho animate forse ancor di più.

Raccontare una fiaba, leggere un libro, vivere una storia sono attività importanti e profonde che segnano il bambino in modo indelebile.

Leggo, racconto e vivo la storia

È bene, quindi, farlo con piacere, stabilendo un contatto con il nostro piccolo interlocutore, saper percepire le sue emozioni, scambiarsi sguardi e passare attraverso i suoi sensi, facendogli vedere il libro con le sue illustrazioni, insegnargli ad annusare gli odori che passano attraverso la storia anche nell’ambiente in cui vi siete accomodati per il vostro momento di lettura.

Portate il bambino a camminare nelle strade del racconto, catturatelo al punto tale da ottenere la sua attenzione e la sua voglia di sentirsi dentro alle righe che state leggendo (nel caso di un libro) o alle parole che state scegliendo (nel caso di una narrazione) o ancora nei gesti che state compiendo (nel caso di una storia animata).

storie per bambini

Vi è mai capitato di raccontare una fiaba e scoprire il bambino interessato così tanto da voler interagire?

Come raccontare una favola a un bambino, quali toni di voce usare

Il bambino percepisce i cambiamenti vocali del narratore, il quale si lascia andare dentro la storia e permettere al bambino di seguirlo e viaggiare insieme

Il tempo da dedicare al racconto ha una grandissima importanza e il modo di narrare deve viaggiare su diversi registri (sussurrare, fermarsi, alzare il volume, accelerare) è un gioco di condivisione costante, io lo chiamo il VORTICE INCANTATO, un turbine di emozioni e scambi tra narrazione e ascolto, nella magica arte di raccontare e di ascoltare.

Dove raccontare una storia a un bambino: la scelta fondamentale dell’ambiente

Scegliete sempre un luogo confortevole per leggere o raccontare una storia (non necessariamente quel luogo è il divano), nei miei laboratori espressivi nelle scuole mi è sempre piaciuto strutturare il percorso in cerchio su un tappeto, in un ambiente che risultasse asettico, privo di stimoli esterni.

Nella mia esperienza di mamma ho dovuto rivedere la mia idea di lettura, non essendo più la maestra ma la mamma ho scoperto, inaspettatamente, che esistono moltissimi luoghi di comfort dove i bambini preferiscono ricevere e aprirsi all’ascolto. Flavio (mio figlio) è molto più attento in bagno di quanto lo possa essere in camera.

Quando leggere una storia al bambino?

Di pancia risponderei sempre, ma a prescindere dall’importanza di far diventare l’abitudine alla lettura fondamentale, riservate alla lettura un tempo specifico della giornata, un momento da voi (genitore e bambino) selezionato: prima della nanna, prima dei pasti, dopo il bagnetto, ecc.

Non forzate mai la lettura, il bambino deve sentirne l’esigenza e avere la serenità giusta. Ogni cosa proposta con insistenza potrebbe solo indisporlo o agitarlo.

come leggere un libro a un bambino

Come scegliere un libro da leggere a un bambino o una storia da raccontargli

Rispettate l’età del vostro bambino, esistono molti libri che sono giusti a tempo debito, è bene arrivare per step e notare successivamente i traguardi del vostro bambino.

Come leggere ai neonati e cosa leggere

Dal primo mese di vita: più che leggere è bene cantare, rendere melodiche alcune parole o ninne nanne, andando anche a scovare nel calderone dei vostri stessi ricordi (quella che vi cantava nonna) o se avete piacere inventatele. Quando Flavio era piccolissimo sono diventata a tutti gli effetti un’autrice di testi, sfornavo ninne nanne che era una bellezza.

Dai sei mesi: I libri che proponi al tuo bambino devono essere morbidi e maneggiabili, masticabili e mangiabili (sembra una battuta ma non sto scherzando ), il bambino è nella sua piena fase orale, esplora, assaggia, è bene che il libro sia resistente  e atossico. Le immagini sono molto grandi e colorate e solitamente rappresentano oggetti per loro familiari: scarpe, palla, mela ecc.

Dai 12 mesi: Il bambino è capace di tenere un libro in mano e all’occorrenza di sfogliarlo. A quest’età è importante proporgli immagini che rappresentino azioni che lui riconosce come quotidiane: dormire, mangiare, giocare. I libri cartonati vanno benissimo.

Come leggere e cosa leggere a un bambino dai 18 mesi a i 3 anni

Dai 18 mesi: Oltre all’immagine ama ascoltare le frasi brevi del libro e spesso le impara a memoria tanto da saperle ripetere con naturalezza e semplicità. Sfoglia autonomamente e predilige libri che parlano di bambini per  potersi immedesimare.

Dai 2 anni: Il bambino inizierà a voler giocare a fare l’adulto, è possibile che lo troviate con un libro a “leggere” la storia ai suoi peluche o ai compagni di classe che in quel momento sta immaginando.

Dai 2 anni e mezzo: Se avete educato il bambino alla lettura da sempre, avete quasi carta bianca. Possibile che il bimbo abbia una sua personale libreria da cui attingere ed è possibile che sia lui stesso a chiedervi che libro voglia leggere/ascoltare. I libri che preferirà sono quelli della vita di tutti i giorni in cui potrà dare nomi differenti ai protagonisti perché lui ci vedrà se stesso o i suoi amichetti.

A quest’età sono molto importanti anche i libri legati alle emozioni o agli step di crescita che sta affrontando (dormire da solo, togliere il pannolino, abbandonare il ciuccio, andare a scuola, ecc.)

Come leggere ad un bambino

Trovate un posto nella casa che rappresenti il vostro angolo per la lettura (siate disponibili ad accettare che il posto lo trovi il bambino, è più importante che sia confortevole per lui più che per voi).

Quando si legge non ci sono fonti di distrazione, la tv, la musica, la radio sono spente, il vostro cellulare si troverà nell’altra stanza a meno che non lo state usando per riprendervi mentre leggete. (Flavio ed io lo facciamo spesso), ci piace leggere di giorno e la sera guardare i video delle nostre letture. Questa attività di registrarvi lasciate però che sia il bambino a chiedervela, non forzatelo a fare video se non ha voglia.

Io consiglio di aspettare che abbia almeno compiuto i due anni, perché ha la capacità di palesare il suo interesse o il suo rifiuto.

Quando leggete un libro, rivolgete le pagine verso il bambino, anche se state scomodi, il libro lo deve vedere lui e non voi.

Indicategli le figure e ripetete il nome degli oggetti o delle azioni di modo che fissi le parole nella sua memoria. (Questo bambino sta mangiando le polpette/ Le sue scarpe sono rosse. /Era molto stanco e si è addormentato nel suo letto).

La lettura con i bambini deve essere un’attività partecipativa

La lettura deve essere partecipativa, siate entusiasti e mai annoiati ( a meno che la noia non sia richiesta dal racconto), date voci differenti ai vari personaggi, variate il ritmo di lettura cadenzandolo all’occorrenza.

Se il bambino vuole fare domande sulla storia, accogliete il suo inserimento, rispondete e rendetelo partecipe, si sta interessando e vuole parlare, lasciatelo fare portandolo anche a raccontare lui la storia a voi se ne ha piacere.

Non scegliete sempre voi i libri da leggere, portatelo davanti alla sua libreria e fatelo scegliere, anche se questo potrebbe significare leggere lo stesso libro più volte al giorno o tutte le sere. Fidatevi, si stancherà e vorrà cambiare anche lui storia, ma rispettate i suoi tempi.

Se un libro proprio non gli piace, non insistete, forse un’immagine o una frase non lo entusiasmano particolarmente.

Partite da un libro e giocate con la fantasia fino ad inventare storie vostre

Se ne avete piacere e avete fantasia inventate qualche storia, prendetevi un tempo vostro in cui costruire insieme un racconto, in cui il bambino stesso possa aggiungere personaggi e azioni.

Si parte da un luogo, da un personaggio e in men che non si dica creerete una storia vostra che ogni sera potrà ampliarsi.

raccontare storie

Io stessa ho memoria viva delle tantissime storie che ogni sera mio padre inventava per me, alcune le ho amate talmente tanto che le ho fatte diventare insieme a lui delle vere e proprie storie a puntate. Una di queste storie riadattandola insieme ai bambini la portai come spettacolo teatrale di fine anno con una delle mie classi.

In una fiaba tutto è possibile, non siate troppo rigidi, volate sui draghi, diventate piccoli come degli gnomi, costruite una casa di fiori…

Permettetevi di osare perché se non lo avete fatto da bambini, la vita vi ha dato un’altra opportunità come genitori.

Non perdete questa occasione tanto folle quanto magica.

https://youtu.be/iuDgl0tNMvo

Perché leggere ai neonati? Intervista alla Dottoressa Capocaccia

Quanti di voi hanno cominciato a leggere ai propri bambini fin da quando erano nel pancione? E quanti invece si chiedono a cosa serva e quando cominciare? Le risposte della nostra esperta psicologa Tiziana Capocaccia, autrice di fiabe per bambini.

QUI LA MAPPA DELLE LIBRERIE PER BAMBINI A ROMA E DINTORNI

Durante la mia gravidanza un poco splatter (per chi si fosse perso le puntate precedenti, a letto con cerchiaggio dalle 10 alle 36 settimane) io, che sono una lettrice accanita, ho letto pochissimo per mancanza di concentrazione (diciamo che non è che fossi un concentrato di serenità, ecco).

Le mie letture erano, la mia amatissima dissociazione mentale, orientate verso due diversi generi: fantascienza/horror (caro King, quanto mi hai aiutata) e libri per bambini. I secondi li leggevo al pancione, con non poca perplessità da parte del mondo attorno e anche mia. Nata Diana, ho cominciato a leggerle di tutto, a comprare i più bei libri per bambini in giro al momento, conservandoglieli per quando sarà grande, e l’ho già portata in biblioteca, dove la prima cosa che ha fatto è stata ficcarsi in bocca il muso di peluches di un Geronimo Stilton, diciamolo, piuttosto putrido. Non c’è male come inizio… Già a 6 mesi una delle cose che amava fare di più era sfogliare: seduta aveva l’equilibrio basculante di un uovo sodo, ma a girar pagine non la batteva nessuno.

leggere ai neonati da che eta fa bene benefici cosa capiscono 2

Adesso la sera si sceglie il suo librino e ne fa leggere un po’ a me e un po’ a papà che interpretiamo la stessa storia in modi completamente diversi. In genere, dopo un po’ che leggo io, passa il libro a papà con fare tipo “Vabbeh pa’, leggi tu che questa è scema”.

Fatto troppo teatro al liceo.

Intuisco i benefici effetti della lettura – per tutte le età, s’intende – ma ho voluto chiedere qualcosa di più a Tiziana Capocaccia, psicologa dell’età evolutiva e autrice di fiabe per bambini. E con parole molto semplici, lei ha risposto a questa breve e utile intervista.

leggere ai neonati da che eta fa bene benefici cosa capiscono 2

Da qualche anno, e menomale, spuntano in tutta Roma librerie per bambini e ragazzi e, sempre di più, queste propongono incontri di lettura per i piccolissimi in braccio alle mamme. Che effetto ha la lettura ad alta voce su un bambino piccolissimo? Puoi dirci come il bambino recepisce le storie quando ancora non comprende le parole, quindi prima dell’anno di vita? E dall’anno fino ai 36 mesi?

Quando si legge una storia ad un bambino si compie un dono grande, multiplo.

Si dedica del tempo, si consolida la relazione, si sviluppano idee e fantasia, insomma è proprio un ottimo modo di trascorrere il tempo assieme.

Con bambini molto piccoli, consiglio di seguire passo, passo i progressi della comprensione della realtà e del linguaggio così da interessarli con qualcosa che possono capire. 

A pochi giorni o settimane contano, più della storia, il contatto e l’intonazione, più del contenuto. Come diciamo, come stiamo vicino e a stretto contatto col piccolo è ciò che lo coinvolge, coccola e fa stare bene di più.

Quando iniziano a capire le prime parole, dopo i 7 – 8 mesi già per alcuni, qualche mese più tardi alcuni altri – non ci sono gare in questo – la cosa importante è sintonizzarci col nostro bambino. Sarà piacevole per lui vedere immagini accompagnate dalle parole che conosce, al massimo piccole frasi.

Ad esempio se ama le paperelle, si può sfogliare insieme un libro morbido dicendo “guarda c’è la paperella!” oppure indicare la paperella e dire “qua, qua”. Siamo ad un livello di pre-storia, però lo sfogliare, inizia a far prendere loro confidenza con immagini che vengono una dopo l’altra.

Leggi il nostro speciale Case Editrici Per Bambini PLPLP2018

leggere ai neonati da che eta fa bene benefici cosa capiscono 2

Prima di interessarsi ai disegni i bambini amano spesso le foto reali, questo perché cognitivamente comprendiamo prima le immagini reali e poi quelle disegnate.

Ci sono libri per bambini molto piccoli che ritraggono bambini veri che compiono azioni quotidiane che sono di frequente apprezzati proprio perché i bambini tra uno e due anni li capiscono bene, perché anche loro vivono certe routine quotidiane come il bagnetto o la pappa.

Via, via che il bambino inizia a dire, oltre alle prime parole, anche delle mini-frasi sarà bello raccogliere la sua competenza per interessarlo con testi semplici uniti a bei disegni, se mostrano interesse per le immagini di un libro la cui storia sarebbe troppo difficile da capire possiamo semplificarla per loro.

tiziana capocaccia libri per bambini su temi complessi psicologa

Io ho cominciato a leggere alla mia bambina quando era ancora nella pancia… Ogni tanto mi sentivo un po’ pazza: tu che ne pensi, ho fatto bene?

Nessuna pazzia, anzi! Molti studi dimostrano che ciò che ascoltiamo nella pancia entra a far parte di noi.

(Ecco qui alcuni articoli per approfondire:
LA LINGUA ASCOLTATA NEL PANCIONE NON SI SCORDA MAI (articolo Focus)
PRENATAL MATERNAL SPEECH INFLUENCES NEWBORNS’ PERCEPTION OF SPEECH SOUNDS articolo di A.J. DeCasper and M.J. Spence, University of North Carolina)

Quello che diciamo viene ascoltato e lascia un imprinting. Per questo leggere favole è un bellissimo modo per interagire quando ancora i nostri piccoli non sono venuti al mondo.

Leggi la guida ai libri per bambini per togliere il pannolino

E le filastrocche? Che tipo di effetto producono? Dacci qualche consiglio e svelaci qualche mistero su queste magie fatte di parole e rime…

Le filastrocche, che possiamo assimilare per caratteristiche alla poesia, possiedono un ritmo che culla, hanno un tipo di verso, l’endecasillabo, fatto a posta per essere cantilenato e ricordato.

Sono una maniera per coccolare e cullare con le parole, per questo catturano l’attenzione dei bambini, li divertono ma anche li rilassano.

Diana ha cominciato prestissimo a sfogliare. Già a 5-6 mesi girava le pagine e, si vedeva proprio, era soddisfattissima quando ci riusciva e stupita di trovare immagini nuove ogni volta. Quali effetti produce in un bambino il contatto con l’oggetto “libro”, sia che sia uno di quelli morbidi di stoffa, un cartonato o un libro più da grandicelli?

I bambini sotto i tre anni hanno grande bisogno di sperimentare con i sensi, di stare nel mondo concreto. L’oggetto libro si fa toccare, vedere, annusare, alle volte quelli di plastica o stoffa, ma diciamocelo non solo, anche assaggiare! Sperimentare l’oggetto è fonte di grande soddisfazione e tutti gli oggetti con cui il bambino – attraverso le sue azioni – riesce ad ottenere “conseguenze” piacevoli diventano per lui molto rinforzanti. Voltare le pagine non è solo una bella competenza motoria, permette anche di vedere un’immagine diversa, altri colori. Un bambino prova una sensazione di meraviglia.

Questo poi aiuta a creare un bel rapporto con l’oggetto libro che diventa qualcosa di affascinante che incuriosisce che si vuole esplorare.

Un bagaglio esperienziale bello per ogni bambino.

leggere ai neonati da che eta fa bene benefici cosa capiscono 2

Che ci dici invece di chi predilige gli e-book anche per i più piccolini?

Come dicevo i bambini piccoli hanno bisogno di sperimentare con i sensi e da un punto di vista motorio e un ebook pone dei limiti da questo punto di vista.

Tuttavia, li trovo dei ottimi alleati per le mamme che leggono favole per addormentare, quindi al buio, l’ebook avendo la sua illuminazione è comodissimo.

Inoltre, diciamo anche qualche anno dopo i tre però, credo che l’ebook possa rappresentare una via sana per un primo approccio alla tecnologia, ma magari di questo parleremo un’altra volta!

LEGGI GLI SPECIALI DI ROMA03 sulle CASE EDITRICI che fanno LIBRI PER BAMBINI DA 0 A 3 ANNI e trova il libro perfetto per tuo figlio:

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