Guida al parto scritta da un papà che ci è appena passato! Cosa farà il papà in zona sala parto? Come gestire i parenti? Cosa fare per la tua compagna? Ecco le dritte di Giordano, papà di Lorenzo da tre mesi.
Ormai ci siamo…
Mancano pochi giorni al parto e la vostra compagna ha già preparato una valigia con dentro tutto il necessario, e anche un bel po’ di superfluo, per sopravvivere ai tre giorni di clinica che vi aspettano.
Se non lo ha ancora fatto, preoccupatevi: avete probabilmente sposato un uomo.
È un periodo strano per noi papà: la campionessa è alla volata finale, noi non possiamo far altro che portarle l’acqua e cercare di renderle meno impervia l’ultima salita prima del traguardo.
Se il grande giorno per lei è pieno di incognite e preoccupazioni, noi sappiamo che dovremmo semplicemente tenerle la mano ed essere pronti al peggio e al meglio della persona che abbiamo scelto. Potreste sentirvi dire “Se muoio sappi che ti amo” oppure “Se muoio sappi che è colpa tua”… a volte entrambe le cose, nello spazio di due contrazioni.
E poi sappiamo che seguirà l’allattamento, e noi saremo utili come un semaforo pedonale sul K2. Insomma, è normale, in questo frangente, voler dare il nostro contributo a tutti i costi.
Ma la valigia non è la cosa su cui concentrarsi, perché è improbabile che manchi qualcosa e che qualche eventualità sia stata trascurata. Potete fare un rapido controllo qui. Piuttosto, organizzatevi per essere completamente a disposizione del vostro amore durante il travaglio e nei giorni successivi alla nascita.
Cose che possono tornare utili al papà nei giorni del parto
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Sigarette. Se fumate, fatene una piccola scorta: negli ospedali di solito non ne vendono. Se non fumate, è un ottimo momento per cominciare. Sì, lo so, non si dovrebbe, e presto smetterete o comunque fumerete molto meno. Però riparliamone dopo il parto.
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Liste broadcast. Non sottovalutate il pressing di parenti e amici che vorranno sapere, vedere, partecipare. Sarete letteralmente tempestati di messaggi con richieste di dettagli su doglie, centimetri di dilatazione, andamento delle contrazioni. E poi tutti vorranno le foto e sapere quando venire in clinica o a casa.
WhatsApp vi sarà d’aiuto, ma dovete evitare che diventi un incubo. Non fate l’errore di creare un gruppo: vi farà impazzire. Piuttosto, usate una lista broadcast, dove i messaggi sono solo in uscita, e spiegate che darete informazioni a cadenza regolare sul travaglio e che saranno le uniche che avranno, quindi è inutile chiederne ulteriori. Createne magari una per i parenti e una per gli amici. Vi saranno molto utili anche per gestire i turni delle future visite.
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Caricatore e powerbank. Per i motivi sopra esposti, e per il fatto che scatterete più foto di una comitiva di turisti a San Pietro, la batteria del vostro cellulare sarà sempre al limite. E non vorrete che si scarichi proprio in un momento di necessità. Pensateci.
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Cassa bluetooth. Che siate in una clinica privata o in un reparto insieme ad altra gente, un po’ di musica può sempre fare piacere. Se non la avete, compratela: vi servirà con un bambino, e parecchio.
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Libri. Non ci saranno molti momenti morti nelle prime 48 ore, ma quando ci saranno vorrete accantonare il telefono e goderveli appieno. Vale per tutti e due.
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Regali. Comprate una sorpresa per la neo-mamma: un profumo, il suo rossetto preferito, quegli orecchini che aveva adocchiato da tempo. Se la nascita cade a ridosso di una ricorrenza, come compleanni, anniversari o Natale, organizzatevi per celebrarla. Portate le candeline, l’uovo di cioccolata, il presepe. L’idea di passare la vigilia in clinica può far storcere il naso, ma vi assicuro che, personalmente, è stato il Natale più bello della mia vita.
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Burocrazia. Già nelle prime ore di vita del neonato ci saranno fogli da compilare e documenti da richiedere in vari uffici, tra anagrafe, Agenzia delle Entrate e ASL. Informatevi sui servizi a disposizione nell’ospedale e sugli orari degli uffici esterni competenti. Tenete pronti in anticipo tutti i documenti necessari e programmate bene quando andare e dove, per evitare di girare a vuoto.
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Pazienza. Mettetene quanta più possibile in una valigia. Quando vi sembra abbastanza, trovate il modo di fare spazio e metterne altra. Quando comincia a sembrarvi troppa, portatene il doppio, tanto la userete tutta. Fidatevi.
La cosa più importante per una nuova famiglia
Ma la cosa più importante da mettere in valigia è un pennarello rosso, bello grande, che userete per disegnare un cerchio intorno a voi tre.
Quello sarà il limite invalicabile che nessuno dovrà superare.
Nei primi mesi avranno tutti la ricetta ideale, tutti: amici, parenti, gente incontrata al bar. Ricette per il sonno, per l’allattamento, per le abitudini.
È fondamentale proteggere soprattutto la mamma da questo bombardamento di informazioni, perché sentirà tutto e il contrario di tutto e rischia fortemente di sentirsi inadeguata.
Sentitevi liberi di sbagliare: fate intendere che ascolterete i consigli e poi deciderete serenamente che cosa fare, di testa vostra. E se qualcuno non lo accetta, problemi loro. La famiglia non è una democrazia, dove si va per alzata di mano, ma sono i genitori a prendere le decisioni nell’interesse dei figli per poi, semplicemente, comunicarle all’esterno.

